Maya Zignone x CODE WAR

Artista genovese impegnata dal 2002 in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio. Collabora al progetto CODE WAR da giugno 2017 mettendo a disposizione la propria sensibilità e i suoi lavori. La sua dedizione e premurosità ci portano a riflettere sul valore dei momenti di interazione che si creano attorno alle sue installazioni: dalla volontà di indagare lo spazio attraverso la luce emergono numerosissime sfaccettature e sfumature uniche che ognuno attira a se e rende parte della propria ricerca interiore.

Nei suoi lavori, la luce viene interpretata come la forza che ci proietta all’interno del suo spazio mentale. Il forte straniamento provocato dalla composizione di linee luminose dalle forme essenziali (quasi trasparenti) fa percepire lo spazio come indefinito: tutto si muove intorno a un difficile equilibrio di forze spaziali e sensoriali. Lo spazio viene consacrato come territorio di fruizione, accompagnando lo spettatore a vivere un’esperienza coinvolgente e immersiva con cui si deve direttamente confrontare pur conoscendone la condizione di transitorietà.

A seguire la gallery delle installazioni realizzate da Maya Zignone in collaborazione con CODE WAR.

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“ORANGE 4.16” – Maya Zignone
[CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]
[CODE WAR x Museo Villa Croce]

 La luce, intesa come energia, è elemento indispensabile a trasformare il tracciato luminoso in un moto inarrestabile e a cercare una convergenza percettiva ed esperienziale tra l’uomo e lo spazio. Le tensioni che si diramano dal centro verso l’esterno si manifestano quali vettori di forze che interagiscono con quelle esterne in una condizione di equilibrio. La linea di luce, calda e densa azzera le comuni percezioni spazio-temporali e rivela un luogo gestito dalle emozioni, in grado di produrre pensieri, energie, conflitti.


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”CODE SOUND SOURCE” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

La partecipazione del vuoto acquista profondità proprio nella misura in cui evidenzia i sussulti e le velature che compongono anche la dimensione sonora e ritmica degli altoparlanti che interagiscono con l’installazione luminosa e conferiscono all’opera il senso di un dialogo, una sorta di valorizzazione del suono, a conferma che dal suono, dal colore e dall’energia si può ricominciare.

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“ALONE 1.2.3.” – Maya Zignone [CODE WAR Project @Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]

“Come ci comportiamo di fronte ad un ostacolo? Che rischi siamo disposti a correre per vincere le nostre paure, per sentirci accettati, per raggiungere uno stato di (artificiale) serenità? Quanto ci condizionano le miriadi di grafici che pretendono di tradurre in un rigoroso sistema cartesiano il nostro complesso modo di essere e di porci nei confronti del mondo, trasformando l’individuo, a dispetto della sua preziosa unicità, in una percentuale? […] le fotografie sono attraversate da neon colorati che imitano il tracciato di invasivi diagrammi per ricordarci che facciamo parte di un sistema sociale che non nutre alcun interesse per le persone in quanto tali, con i loro pensieri e le loro storie, ma solo in quanto potenziali elettori, consumatori o altro, e che cerca di capire come interpretarne e indirizzarne il comportamento..”

Paola Valenti


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”B.G.1.2” – Maya Zignone [CDWR x Evocation Berlin x WTL @Ex Ospedale Psichiatrico]

Il quadrato come entità puramente astratta

La stabilità che si crea al suo interno rende ancora più forte e fondamentale la ricerca di equilibri e connessioni tra le energie che si irradiano dagli angoli, definendo tensioni spaziali pluridimensionali attraverso lo sdoppiamento della forma.

Il moto, dovuto dalla disposizione aerea dei due quadrati che si compenetrano, rende partecipi dello scambio, dell’agire e del fluire incessante da una dimensione all’altra.

  Il blu, colore che ha subito un’evoluzione 

E’ il colore che dalla totale impopolarità avuta in tempi antichi ha assunto nei secoli molteplici significati. E’ oggi il colore preferito dall’intera civiltà occidentale e come tutti i colori, dei quali non possiamo farne a meno, possiede significati nascosti che influenzano il nostro linguaggio, il nostro comportamento ed il nostro immaginario.

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”BL.1.2 – GR.1” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Il blu e il verde sono protagonisti assoluti, disegnando nuovi spazi e giocando su una dialettica di contrasti cromatici e di intensità luminose. Una teoria di linee di luce, che riconciliano tempi ed energie, creano campi magnetici che lo spettatore può visitare lasciandosi permeare dalla radiazione luminosa e appropriarsi dello spazio. Il pulsare della luce colorata rende il segno un’onda continua, che si frange sulle pareti e riflette nuove sensazioni.

Il colore diventa un’energia tangibile, si proietta all’interno dello spazio mentale e suggerisce altri codici percettivi ed emozionali, avviando una condizione di transitorietà in continua progressione e ridefinizione.

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”LIFE BALANCE– Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Con quale peso ci rapportiamo durante la nostra vita?

Prevale la sensazione che siano ‘altri’ a gestire per noi la scelta determinando a quali ambiti della nostra esistenza dovremo dedicare più energie. Tutto ruota intorno alla distribuzione di pesi che va alla radice dei meccanismi sociali e dei valori delle persone, alle fasi di vita e all’investimento che ogni individuo ha potuto o dovuto assegnare a famiglia, affetti, lavoro, salute o carriera, ambizioni, successo, apparenza.


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“WHERE ARE YOU” – Maya Zignone, video-installazione
[CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Dove sei? è abitabile la calma olimpica delle linee e delle superfici? Inizia così questo racconto visionario di un viaggio che, in realtà, ha legami alterni, ondivaghi e contraddittori con la dimensione quotidiana ed il presente. La meta proposta dalla narrazione è decisamente più ambiziosa: partire dallo sbando in cui sembra versare l’odierna umanità per risalire, in un percorso a ritroso, sino all’origine di questo squilibrio, al primo passo falso che ha condotto la civiltà ad un vivere permeato di nevrosi e di alienazione da sé.
La scena si muove sullo sfondo di una città caotica come tante, alle prese con vite e situazioni affatto differenti e sembra dirci che il varco esiste, può essere semplicemente la tenerezza di due adolescenti, quanto basta per sfumare dolcemente alla dimensione colorata e onirica che forse sola può salvarci, che non si lascia semplicemente sfiorare dagli eventi ma li assorbe, li vive con totale pienezza integrandoli nella sua vita, addirittura modellando la sua esistenza attorno a ciò che il destino sembra riservargli un giorno dopo l’altro.
L’alternarsi tra ‘realtà’ e ‘fantasia’ – nella precarietà dei confini – è reso dall’alterno susseguirsi del colore col bianco e nero che scandisce quasi ritmicamente il racconto. Ed è così che lo spettatore-lettore si trova attanagliato dall’atavico dubbio: sogno o realtà? Dove sei? Dove sono?

Giovanni Mantè
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“R.B.1” – Maya Zignone [CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]


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“B.U.” – Maya Zignone [Andrea Ciani Arte Contemporanea-Palazzi dei Rolli-Genova]

Presentata il 16/11/2017 all’Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto


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BL1.1 – Maya Zignone [CODE WAR x Museo Villa Croce]


Collaborations:

27/09/2018 – CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
07/06/2018 – CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
19/04/2018 – 06/05/2018 CODE WAR meets CODE WAR, Sala Dogana (Palazzo Ducale)
08/03/2018 – CDWR x Evocation Berlin x WTL, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
16/11/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
20/09/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
29/06/2017 – 09/07/2017 CODE WAR x Museo Villa Croce, esposizione temporanea

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