Call per Progetti Installativi Multimediali

CALL CHIUSA – CALL CLOSED

 

(IT)

CODE WAR presenta la open call per progetti artistici che prevedono la realizzazione di installazioni e opere multimediali. I progetti selezionati verranno esposti in occasione degli eventi promossi da CODE WAR nel periodo tra giugno e dicembre 2020 presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, Genova.

La chiamata è rivolta a artisti e musicisti che sperimentano attraverso la tecnologia e la pluralità dei linguaggi e delle forme. La call si focalizza sull’utilizzo della tecnologia in campo artistico. Viene data particolare attenzione all’uso congiunto di metodi e linguaggi di espressione (musica, letteratura, video arte, design, arte figurativa, scultura ecc.) e al- l’interattività, ovvero ai progetti installativi che prevedono la partecipazione del pubblico, tenendo conto delle possibilità espressive offerte dalle nuove tecnologie che si basano sull’informatica, sul web e i nuovi media.

Se hai una domanda riguardo alla call contattaci alla mail info@associazionecdwr.org.

(EN)

CODE WAR presents the open call for multimedia art installations. The winner projects will be exposed in occasion of the events promoted by CODE WAR in the period that goes between June an December 2020 at the former psychiatric hospital of Quarto, Genoa.

The call is adressed to artists and musicians that experiment with technologies and the plurality of forms and methods. The call focuses on the use of technologies in the artistic field. Particular attention is given to the combined use of methods and languages of art (music, literature, video art, design, figurative art, sculpture ecc.) and to interactivity, taking into account the possibilities of expression offered by new technologies based on computer science, web and new media.

For any question please contact us at info@associazionecdwr.org.

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CALL (EN)
CALL (IT)

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE
APPLICATION FORM

MAPPE
APPROFONDIMENTO EX OSPEDALE PSICHIATRICO

 

Faces of past and future presence

L’installazione multimediale “Faces of past and future presence” (in italiano “volti della presenza futura e passata”), presentata in data 25/10/2019, è un audiovisivo dal quale emerge la testimonianza di un utente della struttura psichiatrica, che ci racconta dal suo punto di vista com’era questo luogo e come se lo immagina in futuro.

“Guardati intorno. Riesci a percepire la distanza che ci separa dalla realtà di questi luoghi?”

La testimonianza di un utente della struttura ci spinge alla riflessione. Bisogna fare armonia.. Cos’è l’armonia senza dissonanza? Luoghi come questo evocano i contrasti insiti nella nostra realtà, e proprio queste contraddizioni ci spingono a ridefinirci e ad allargare le prospettive.

Ferite aperte sui muri lasciano intendere il recente e duro passato. Sono come finestre a cui ci affacciamo per provare a comprendere com’era questo luogo trenta, quarant’anni fa, e come sarà tra altrettanto tempo. Ogni tentativo sfocia nell’immaginario: il ricordo vive solo in coloro che l’hanno vissuto in prima persona, come medici o pazienti, e il suo futuro è inafferrabile, frantumato nelle molteplici prospettive generate dall’immenso immaginario collettivo.

L’installazione lancia al pubblico i seguenti quesiti: “Cosa sai davvero di questo luogo? Cosa pensi del suo futuro?”

Dialogo tratto dall’intervista di un utente

“Questo posto qua secondo me è morto, perchè non c’è più niente.
Ti ho raccontato dei tempi passati, c’erano i maiali, giù di la, le mucche, era come un paese… Si faceva amicizia anche tra giovani, anche io ero giovane, avevo una nuova amicizia e andavamo a girare – per dire, da quando c’era la 180, prima non andavo da nessuna parte.

– quando siete riusciti ad uscire?

sull’ottanta…

– dopo la 180?

si, dovevano capire questo, se puoi uscire o non puoi uscire.. tutto li.

– Cosa pensi del futuro di questo luogo?

Adesso forse chiudono proprio.
Non son sicuro ma.. non ci sarà più il bar. Perchè siamo rimasti in 50 di là.
Se non vengono gli studenti che portano un po’ di soldi – eh praticamente…
Guadagno non ce n’è, come fanno a pagare a noi? Se riuscite a fare armonia, diciamo…
Fate una festa, tutt’intorno, bancarelle, eh mi ricordo questa cosa qui.
Quella è armonia perchè vengono da fuori a vedere com’è il posto.

Una volta entravano e chissà cosa era, adesso portano i bambini”.

 

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Faces of past and future presence
Installazione multimediale partecipata

Video: Davide Bertola
Audio: Voce camuffata di un utente della struttura psichiatrica
Programmazione: Massimiliano Ciranni
Foto: Carlo Ceccarelli

Un ringraziamento speciale a Vincenzo e ai dodici ragazzi che hanno fatto da comparsa nel video!

 

Echoes from the madhouse

Progetto a cura di Rinaldo Marti

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In data 29/06/2019 CODE WAR ha presentato un’installazione interattiva che raccoglie gli ambienti sonori dell’Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto.

“Echoes from the Madhouse” è un iper-strumento con il quale è possibile sperimentare la composizione di soundscape originali in quadrifonia raccogliendo, scomponendo e riproducendo i paesaggi sonori di questo luogo.

Una delle registrazioni dei partecipanti che hanno sperimentato l’installazione “Echoes from the madhouse” e che hanno giocato con i suoni dell’ambiente manicomiale.

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L’installazione è stata curata da Rinaldo Marti.
I suoni utilizzati sono stati raccolti interamente dai partecipanti al workshop sul field recording tenuto a Quarto da Rinaldo Marti con CODE WAR in aprile.

 

 

Un ringraziamento speciale ai ragazzi che hanno partecipato al laboratorio e hanno catturato i suoni utilizzati nell’installazione: Andreas, Gabriele, Samantha, Lucia, Giulia, Mina, Marzia, Enea, Marco, Alessio, Edoardo.

Foto: Matteo Forli
Video: Carlo Ceccarelli

CODE WAR presents VISIONS: ELABORATI PROGETTUALI

In data 27 settembre 2018 viene esposta presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto una selezione di elaborati progettuali sulla rigenerazione del complesso ottocentesco che hanno visto protagonisti – oltre agli studenti Dipartimento Architettura e Design e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Ateneo genovese – studenti di importanti realtà estere: l’Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York.

UNIGE – DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
CIVILE, CHIMICA E AMBIENTALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

UNIGE – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E DESIGN
COLUMBIA UNIVERSITY, NEW YORK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ARCHITECTURAL ASSOCIATION, LONDON

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Progetti esposti in occasione di CODE WAR Project [27/09/2018]
@ Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova.
Raccolta ed esposizione a cura di Marco Grattarola.

CODE WAR presents VISIONS: ARCHITETTURA ATTIVA

Questo progetto nasce dalla volontà di raccontare l’identità di un luogo.

L’incontro, in data 27.09.2018, ha la finalità di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul problema mai risolto della riqualificazione degli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto e proporre ipotesi di lavoro esposte secondo i punti di vista dei vari relatori.

È necessario creare occasioni di riflessione e ricerca sulle sorti dell’ex ospedale.
L’incontro punta a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sulle opportunità urbane del complesso. Vengono esposte ipotesi progettuali e proposte visioni concrete. I relatori esprimono il loro punto di vista ed il luogo offre la possibilità di essere esplorato, sia fisicamente che concettualmente.

 

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Viene esposta una selezione di elaborati progettuali sulla rigenerazione del complesso ottocentesco che hanno visto protagonisti – oltre agli studenti Dipartimento Architettura e Design e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Ateneo genovese – studenti di importanti realtà estere: l’Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York.

Affrontiamo  i principali aspetti connessi alla rigenerazione del complesso dell’ ex O.P. di Quarto, dall’importanza che l’area dell’ex O.P. riveste come polarità urbana nell’ambito del Levante, al riconoscimento e alla valorizzazione della qualità storico, monumentale, paesaggistica e sociale.

Partecipanti: Paolo Brescia, Luca Dolmetta, Adriano Magliocco, Enrico Pinna, Lucio Ruocco, Valter Scelsi. Moderatore: Marco Grattarola

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L’Ordine degli Architetti ha inserito l’evento nel calendario delle attività utili per l’ottenimento di crediti formativi. 

Maya Zignone x CODE WAR

Artista genovese impegnata dal 2002 in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio. Collabora al progetto CODE WAR da giugno 2017 mettendo a disposizione la propria sensibilità e i suoi lavori. La sua dedizione e premurosità ci portano a riflettere sul valore dei momenti di interazione che si creano attorno alle sue installazioni: dalla volontà di indagare lo spazio attraverso la luce emergono numerosissime sfaccettature e sfumature uniche che ognuno attira a se e rende parte della propria ricerca interiore.

Nei suoi lavori, la luce viene interpretata come la forza che ci proietta all’interno del suo spazio mentale. Il forte straniamento provocato dalla composizione di linee luminose dalle forme essenziali (quasi trasparenti) fa percepire lo spazio come indefinito: tutto si muove intorno a un difficile equilibrio di forze spaziali e sensoriali. Lo spazio viene consacrato come territorio di fruizione, accompagnando lo spettatore a vivere un’esperienza coinvolgente e immersiva con cui si deve direttamente confrontare pur conoscendone la condizione di transitorietà.

A seguire la gallery delle installazioni realizzate da Maya Zignone in collaborazione con CODE WAR.

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“ORANGE 4.16” – Maya Zignone
[CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]
[CODE WAR x Museo Villa Croce]

Un neon di colore caldo e accogliente, l’arancione, si snoda sul palcon


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”CODE SOUND SOURCE” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

La partecipazione del vuoto acquista profondità proprio nella misura in cui evidenzia i sussulti e le velature che compongono anche la dimensione sonora e ritmica degli altoparlanti che interagiscono con l’installazione luminosa e conferiscono all’opera il senso di un dialogo, una sorta di valorizzazione del suono, a conferma che dal suono, dal colore e dall’energia si può ricominciare.

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“ALONE 1.2.3.” – Maya Zignone [CODE WAR Project @Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]

“Come ci comportiamo di fronte ad un ostacolo? Che rischi siamo disposti a correre per vincere le nostre paure, per sentirci accettati, per raggiungere uno stato di (artificiale) serenità? Quanto ci condizionano le miriadi di grafici che pretendono di tradurre in un rigoroso sistema cartesiano il nostro complesso modo di essere e di porci nei confronti del mondo, trasformando l’individuo, a dispetto della sua preziosa unicità, in una percentuale? […] le fotografie sono attraversate da neon colorati che imitano il tracciato di invasivi diagrammi per ricordarci che facciamo parte di un sistema sociale che non nutre alcun interesse per le persone in quanto tali, con i loro pensieri e le loro storie, ma solo in quanto potenziali elettori, consumatori o altro, e che cerca di capire come interpretarne e indirizzarne il comportamento..”

Paola Valenti


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”B.G.1.2” – Maya Zignone [CDWR x Evocation Berlin x WTL @Ex Ospedale Psichiatrico]

Il quadrato come entità puramente astratta

La stabilità che si crea al suo interno rende ancora più forte e fondamentale la ricerca di equilibri e connessioni tra le energie che si irradiano dagli angoli, definendo tensioni spaziali pluridimensionali attraverso lo sdoppiamento della forma.

Il moto, dovuto dalla disposizione aerea dei due quadrati che si compenetrano, rende partecipi dello scambio, dell’agire e del fluire incessante da una dimensione all’altra.

  Il blu, colore che ha subito un’evoluzione 

E’ il colore che dalla totale impopolarità avuta in tempi antichi ha assunto nei secoli molteplici significati. E’ oggi il colore preferito dall’intera civiltà occidentale e come tutti i colori, dei quali non possiamo farne a meno, possiede significati nascosti che influenzano il nostro linguaggio, il nostro comportamento ed il nostro immaginario.

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”BL.1.2 – GR.1” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Il blu e il verde sono protagonisti assoluti, disegnando nuovi spazi e giocando su una dialettica di contrasti cromatici e di intensità luminose. Una teoria di linee di luce, che riconciliano tempi ed energie, creano campi magnetici che lo spettatore può visitare lasciandosi permeare dalla radiazione luminosa e appropriarsi dello spazio. Il pulsare della luce colorata rende il segno un’onda continua, che si frange sulle pareti e riflette nuove sensazioni.

Il colore diventa un’energia tangibile, si proietta all’interno dello spazio mentale e suggerisce altri codici percettivi ed emozionali, avviando una condizione di transitorietà in continua progressione e ridefinizione.

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”LIFE BALANCE– Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Con quale peso ci rapportiamo durante la nostra vita?

Prevale la sensazione che siano ‘altri’ a gestire per noi la scelta determinando a quali ambiti della nostra esistenza dovremo dedicare più energie. Tutto ruota intorno alla distribuzione di pesi che va alla radice dei meccanismi sociali e dei valori delle persone, alle fasi di vita e all’investimento che ogni individuo ha potuto o dovuto assegnare a famiglia, affetti, lavoro, salute o carriera, ambizioni, successo, apparenza.


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“WHERE ARE YOU” – Maya Zignone, video-installazione
[CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Dove sei? è abitabile la calma olimpica delle linee e delle superfici? Inizia così questo racconto visionario di un viaggio che, in realtà, ha legami alterni, ondivaghi e contraddittori con la dimensione quotidiana ed il presente. La meta proposta dalla narrazione è decisamente più ambiziosa: partire dallo sbando in cui sembra versare l’odierna umanità per risalire, in un percorso a ritroso, sino all’origine di questo squilibrio, al primo passo falso che ha condotto la civiltà ad un vivere permeato di nevrosi e di alienazione da sé.
La scena si muove sullo sfondo di una città caotica come tante, alle prese con vite e situazioni affatto differenti e sembra dirci che il varco esiste, può essere semplicemente la tenerezza di due adolescenti, quanto basta per sfumare dolcemente alla dimensione colorata e onirica che forse sola può salvarci, che non si lascia semplicemente sfiorare dagli eventi ma li assorbe, li vive con totale pienezza integrandoli nella sua vita, addirittura modellando la sua esistenza attorno a ciò che il destino sembra riservargli un giorno dopo l’altro.
L’alternarsi tra ‘realtà’ e ‘fantasia’ – nella precarietà dei confini – è reso dall’alterno susseguirsi del colore col bianco e nero che scandisce quasi ritmicamente il racconto. Ed è così che lo spettatore-lettore si trova attanagliato dall’atavico dubbio: sogno o realtà? Dove sei? Dove sono?

Giovanni Mantè
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“R.B.1” – Maya Zignone [CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]


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“B.U.” – Maya Zignone [Andrea Ciani Arte Contemporanea-Palazzi dei Rolli-Genova]

Presentata il 16/11/2017 all’Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto


 

 

 

 

 

 

 

 

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BL1.1 – Maya Zignone [CODE WAR x Museo Villa Croce]


Collaborations:

22/01/2020 – CODE WAR SHOWCASE #1, La Claque
27/09/2018 – CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
07/06/2018 – CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
19/04/2018 – 06/05/2018 CODE WAR meets CODE WAR, Sala Dogana (Palazzo Ducale)
08/03/2018 – CDWR x Evocation Berlin x WTL, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
16/11/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
20/09/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
29/06/2017 – 09/07/2017 CODE WAR x Museo Villa Croce, esposizione temporanea

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CODE WAR x WALK THE LINE

[IT]

CODE WAR ha avviato nella struttura dell’ex manicomio di Quarto una collaborazione con il progetto WALK THE LINE. Condividendo lo spirito di riconversione e valorizzazione degli spazi urbani, vengono organizzati interventi murari di street art. Ad oggi sono state realizzate otto opere permanenti sui muri del porticato interno.

Gli artisti coinvolti: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE è un percorso di street art che si pone l’obiettivo di offrire alla città una nuova immagine di se ed una passeggiata urbana lungo la strada più discussa della città: via Aldo Moro, meglio conosciuta come la Sopraelevata, i cui piloni si trasformeranno in una galleria a cielo aperto lunga più di 3 chilometri.
A partire dall’estate duemilasedici, 100 artisti saranno coinvolti nella reinterpretazione di 100 piloni della Sopraelevata.

Per saperne di più sul progetto WALK THE LINE clicca qui


[EN]

CODE WAR started a collaboration with WALK THE LINE inside Quarto’s former psychiatric hospital. Sharing the spirit of reconversion and development of urban spaces, we produce vertical artistic interventions. Since now we realised seven permanent works  on the walls of the internal portico.

Artists involved: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE is a street art walk that aims to offer a new perspective and a urban journey alongside the most discussed street of the city:  Via Aldo Moro, better know as Sopraelevata. Its pylons will be transformed in an open-air gallery longer than 3 km.
Since summer 2016, 100 artists will be involved in reinterpreting 100 pylons of Sopraelevata.

For more about WALK THE LINE project click here

 


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COLLETTIVO FX : “La Madonna dell’Adesso”, 16/11/2017


 

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Giorgio Bartocci, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Geometric Bang, 07/06/2018, CODE WAR PROJECT†


 

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Sebastiano Toncini, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Sebastiano Toncini , 16/11/2017


 

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Giulio Vesprini x COTONFIOC FESTIVAL


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Giuliogol & DrinaA12, 29/09/2018


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Mappa degli interventi 2017/2018

 

Breve racconto di un viaggio tra le promesse fantasma.

Scritto da Andrea Bàssoli
Progetto fotografico di Francesco Bartoli Avveduti

scanGenova032-4.jpg Genova Quarto, Ex Ospedale Psichiatrico.

Mi sono sempre chiesto a cosa portassero le rivoluzioni, in ogni ambito: industria, tecnologia, società. I più conservatori sono noiosamente pessimisti, mentre gli innovatori eccessivamente ottimisti. La realtà, come spesso accade, è bivalente, e non accontenta nessuna delle due categorie.

Dove è quindi il problema? Nonostante l’istituzione “manicomio” sia stata cancellata con una legge, lo smaltimento delle strutture non è altrettanto semplice e, stando a quanto visto negli ultimi 25 anni, nemmeno il loro reimpiego.

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Più il tempo passa, più il suo riassesto si fa miraggio: l’incuria cresce, le spese di manutenzione salgono e l’appetibilità della struttura si perde tra rovi e siringhe. Il complesso ospedaliero è immenso, andarci per crederci, ma mai grande quanto la rabbia che provo ogni volta che ne varco la soglia, ogni volta che penso a quale immenso bene per la collettività sia oggetto del dire e non del fare, e noi a Genova conosciamo bene il mare che separa questi due verbi.

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Tutto ciò, a me come ad ogni cittadino comune, provoca rabbia e rassegnazione. Esclusi da qualsiasi decisione politica, ci alieniamo rispetto ad un territorio che ci appartiene e che vogliamo vivere quotidianamente. Ma non tutto è perduto.

Ci sono giovani segnali di rinascita all’interno della struttura, che non guardano in faccia all’elefante burocratico, ma colgono dritto nel segno: per far rivivere l’Ospedale, bisogna vivere l’Ospedale. Così, grazie alla collaborazione del Coordinamento di Quarto, vengono organizzate mostre d’arte, eventi musicali, intermezzi teatrali, con il solo scopo di portare gente all’interno delle mura, di reintrodurre la vita all’interno della moria amministrativa che attanaglia l’ex Manicomio.

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Fino ad oggi, noi di Code War abbiamo sguazzato in questo Mar Morto. Lo abbiamo esplorato, fotografato, reinventato; lo abbiamo impiegato come luogo di incontro, come luogo d’esposizione, come occasione per celebrare la nostra cultura e riportare attenzione ad un argomento a noi caro e spesso dimenticato: l’abbandono edilizio, concentrandoci sul danno che questo ha sulla società, privata sempre più di spazi urbani pubblici.

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Il degrado suscita sublimazione, in quanto opera del tempo e della natura su qualcosa di umanamente costruito: ci ricorda la nostra imperfezione, la nostra ristrettezza in quanto esseri umani, la perpetua necessità di lavoro per lottare contro forze più grandi di noi. Il degrado non è solo siringhe e rovi, ma anche nuovi murales e paesaggi. La differenza tra la prima visione e la seconda sta nel concetto di sicurezza del visitatore, unica discriminante incontrovertibile. Vogliamo esaltare street art e urbanità in un ambiente che protegge l’individuo, che lo coinvolge, che lo stupisce.

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Venite a vivere l’Ospedale in tutte le sue manifestazioni, proponete a chi di dovere progetti di interesse pubblico, promuovete anche voi cultura e socialità al suo interno, mettete per iscritto i vostri progetti e, come dice Gaber, quando riuscirete a mangiare un’idea, avrete fatto la vostra piccola rivoluzione.

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Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto (Genova)

L’ex ospedale psichiatrico di Quarto porta con sé un’importante eredità storica. È un luogo dalle molteplici prospettive, capace di stimolare l’immaginario collettivo nel cercare nuovi significati per una struttura così affascinante e ricca di umanità.

“Aprire l’Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato”

Franco Basaglia, 1979

 

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La legge 180 (meglio nota come “la legge Basaglia”) ha messo fine ai manicomi, aprendo le loro porte alla realtà cittadina. In essi va lasciato affluire il corso di idee e innovazione sociale che può prendere piede solo attraverso la comprensione dell’altro, con l’accoglienza mentale e fisica.

Introdurre l’attività artistica in questo contesto assume quindi un significato profondo, in un luogo da sempre dedicato alle fasce più deboli, a chi lotta quotidianamente con varie forme di disagio, sia psicologico che sociale, che mantiene le funzioni terapeutiche, affiancate ed integrate da una terapia di rigenerazione urbana e di rinnovamento culturale. Accostare servizi sanitari e territoriali ad arte e spettacoli offre alla città molteplici benefici, fornendo stimoli culturali alla città e donando a chi abita questi luoghi possibilità di integrazione e di scambio. Da quello che apparentemente può sembrare un contrasto nasce un modo nuovo di fare cultura.

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Vogliamo essere la sintesi di questo particolare momento storico e dei valori ereditati dalle generazioni prima di noi. L’idea fondamentale della 180 era quella di aprire i cancelli dei manicomi. Basaglia immaginava un luogo dove i malati potessero instaurare rapporti umani con il personale e la società, dove le diversità diventassero un valore e non un limite, dove la comunicazione potesse essere libera dalle sbarre fisiche e mentali, dove la vita venisse affrontata accettandone le contraddizioni, dove il confine tra “il sano” ed “il malato” fosse superato da una concezione più estesa dell’essere umano.

A distanza di quarant’anni, finalmente si apre un nuovo scenario: un esperimento che coniuga diversi linguaggi e realtà.

Esprimiamo l’identità di un luogo che vuole essere la guida per la rinascita culturale e sociale di questa città, un luogo che può soddisfare i bisogni della cittadinanza e delle generazioni future. Ci prepariamo al confronto, promuovendo la crescita intellettuale e spirituale ed incoraggiando la prospettiva di una società in salute, basata sulla condivisione e la partecipazione.

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CODE WAR ha iniziato a giugno 2017 a collaborare con il Coordinamento per Quarto, instaurando così un rapporto in favore del supporto e della cura dell’Ex Ospedale Psichiatrico, per consolidare un sistema di fruizione della musica e dell’arte contemporanea dedicato ai giovani, fornendo manifestazioni culturali in spazi dimenticati della città.

In seguito all’Accordo di Programma stipulato il 29 Novembre 2013, diversi soggetti e associazioni si sono impegnate a contribuire a un processo di rigenerazione urbana, dando così il via a una rete di attività socio-culturali all’interno dell’ex ospedale.

Storico eventi presso l’Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto:

25/10/2019
CODE WAR Project ˜
w/ Franco, Häd, Massimiliano Ciranni, Rrita
Installazione multimediale: Faces of past and future presence

25/10/2019 – 16/11/2019
Puntokomm” di Alex Raso, exposition

29/06/2019
CODE WAR Project *
w/ Handmade (Tresor Berlin), Dj Autogrill, Mike Bugg
Installazione multimediale: “Echoes from the madhouse”
Young & Lovely – Questa non è una mostra d’arte contemporanea, exposition

06-07/04/2019
Workshop – Field Recording

27/09/2018
CODE WAR Project
w/ Franco, DJ Autogrill, Franzoh
CODE WAR presents Visions: Architettura Attiva
Esposizione degli elaborati progettuali sull’Ex O.P. degli studenti di:
Università di Genova – Dipartimento di Architettura e Design;
Università di Genova – Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale;
Architectural Association, Londra;
Columbia University, New York
Maya Zignone, installazioni luminose

07/06/2018
CODE WAR Project †
w/ Elio, Saint.
WalkTheLine pres. Geometric Bang, intervento murario
Maya Zignone, installazioni luminose

08/03/2018
CODE WAR x Evocation Berlin x WalkTheLine
w/ Anna Bolena (FCK VYNYL), Franco
Giorgio Bartocci, Morkone, Stoncini, interventi murari
Proiezione docufilm “Uscirai Sano” di Barbara Rosanò e Valentina Pellegrino
Maya Zignone, installazioni luminose

16/11/2017
CODE WAR meets WalkTheLine #2
w/ Lo.vee, Franco
Collettivo Fx, “La Madonna dell’adesso”, intervento murario
Maya Zignone, installazioni luminose

20-21/09/2017
CODE WAR meets WalkTheLine #1
w/ Pierka, Mike Bugg, Franco, Donise
WalkTheLine pres. “Città d’arte”, esposizione
Maya Zignone, installazioni luminose

21/06/2017
CODE WAR meets CODE WAR
w/ Franco, Timo Trey
Franzoh-Stoncini, esposizione
Visuals: Franco

 

 

 

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About

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Chi, come i creatori di CODE WAR, è venuto al mondo durante gli anni ’90, fa parte della prima generazione che è nata e cresciuta in una società interconnessa, allattata dall’uso compulsivo del web, social media, video games e computer multimedia.
Al contrario dell’era dei Mass-Media, dove giornale, telegrafo, radio e televisione erano i canali principali della diffusione di informazioni, gli ultimi due decenni di crescita tecnologica hanno aperto le porte a un uso massivo della comunicazione globale, rendendo gli individui capaci di avere una posizione indipendente nel campo della condivisione virtuale. Siamo stati continuamente esposti al potere dei media e della pubblicità, bombardati da suoni elettronici e informazioni digitali.

La nostra esperienza di vita virtuale-artificiale ci fa guardare al passato con nostalgia, considerando i Mass-Media come i geni cibernetici che con violenza hanno forgiato le nostre menti e la nostra creatività, creando una forte contraddizione tra le paure che fomentano in noi e il disperato bisogno che abbiamo di essi: questo senso di “devozione ancestrale” ci spinge ad esprimerci attraverso la tecnologia, definendo nuove forme di arte e intrattenimento sociale.

Questo scontro crea quindi uno scenario controverso e affascinante tutto da esplorare. CODE WAR è un epicentro, che riflette tutto questo invisibile in qualcosa di tangibile.

CODE WAR nasce da una necessità condivisa. Siamo un’organizzazione che offre performances con profonda retorica e approccio critico riguardanti la nostra vita nell’era dei Nuovi Media. Sosteniamo talenti in crescita che vogliono dedicare parte della loro giovane vita a esprimere la nostra cultura tramite l’arte.

Il nostro è un territorio difficile. L’assenza di stimoli e la conseguente carenza di innovazione culturale rispecchiano il problema più grande in città. Vogliamo combattere questa mancanza usando come mezzi l’arte e socialità. Ci impegniamo ad attivarci per riempire un po’ alla volta il vuoto che si è creato nelle nostre vite e ripartire: Ripartire da noi, dalla nostra cultura, dal nostro modo di vivere e indagare sulla nostra vita. Ripartire dall’arte per curare l’inettitudine sociale, per dare valore ad una città che deve solo essere vissuta.

 Vogliamo investire il nostro tempo nell’avvicinare i cittadini alla propria città, attraverso l’arte e l’incontro aperto in quegli spazi sempre in vista ma mai osservati da vicino, per riempire poco a poco il divario tra di noi e la realtà cittadina: reinterpretare situazioni e porzioni del territorio che versano in condizioni difficili per formare aggregazione e creare valore, un valore puro, sociale e concreto.

L’organizzazione di eventi legata alla commistione delle arti è il nostro pretesto per creare momenti d’interazione e socialità. CODE WAR vuole creare l’atmosfera adatta a fruire dell’arte nelle sue diverse forme. Il cittadino entra in una dimensione in cui spazi, luci, opere, installazioni e suoni favoriscono l’interazione tra i partecipanti: La partecipazione e la discussione delle idee devono giocare un ruolo centrale, rappresentando il nucleo dello sviluppo della nostra realtà culturale.

 

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