UNIGE – DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
CIVILE, CHIMICA E AMBIENTALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

UNIGE – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E DESIGN
COLUMBIA UNIVERSITY, NEW YORK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ARCHITECTURAL ASSOCIATION, LONDON

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Progetti esposti in occasione di CODE WAR Project [27/09/2018]
@ Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova.
Raccolta ed esposizione a cura di Marco Grattarola.

CODE WAR Podcast Series

Lo showcase settimanale dedicato ai protagonisti del progetto CODE WAR.
In diretta ogni giovedì dalle 18.30 alle 19.30 sulla nostra pagina Facebook!
JOIN THE CODE WAR.


EPISODE #3 – Franco (recorded at Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova)


EPISODE #2 – DJ Autogrill (recorded at Palazzo Giustiniani, Genova)


EPISODE #1 – Deniz Arslan [Small Talk] (recorded at Palazzo Giustiniani, Genova)

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CODE WAR presents VISIONS: ARCHITETTURA ATTIVA

Questo progetto nasce dalla volontà di raccontare l’identità di un luogo.

L’incontro, in data 27.09.2018, ha la finalità di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul problema mai risolto della riqualificazione degli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto e proporre ipotesi di lavoro esposte secondo i punti di vista dei vari relatori.

È necessario creare occasioni di riflessione e ricerca sulle sorti dell’ex ospedale.
L’incontro punta a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sulle opportunità urbane del complesso. Vengono esposte ipotesi progettuali e proposte visioni concrete. I relatori esprimono il loro punto di vista ed il luogo offre la possibilità di essere esplorato, sia fisicamente che concettualmente.1.jpg

Viene esposta una selezione di elaborati progettuali sulla rigenerazione del complesso ottocentesco che hanno visto protagonisti – oltre agli studenti Dipartimento Architettura e Design e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Ateneo genovese – studenti di importanti realtà estere: l’Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York.

Affrontiamo  i principali aspetti connessi alla rigenerazione del complesso dell’ ex O.P. di Quarto, dall’importanza che l’area dell’ex O.P. riveste come polarità urbana nell’ambito del Levante, al riconoscimento e alla valorizzazione della qualità storico, monumentale, paesaggistica e sociale.

Partecipanti: Paolo Brescia, Luca Dolmetta, Adriano Magliocco, Enrico Pinna, Lucio Ruocco, Valter Scelsi. Moderatore: Marco Grattarola

 

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L’Ordine degli Architetti ha inserito l’evento nel calendario delle attività utili per l’ottenimento di crediti formativi.

Maya Zignone x CODE WAR

Artista genovese impegnata dal 2002 in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio. Collabora al progetto CODE WAR da giugno 2017 mettendo a disposizione la propria sensibilità e i suoi lavori. La sua dedizione e premurosità ci portano a riflettere sul valore dei momenti di interazione che si creano attorno alle sue installazioni: dalla volontà di indagare lo spazio attraverso la luce emergono numerosissime sfaccettature e sfumature uniche che ognuno attira a se e rende parte della propria ricerca interiore.

Nei suoi lavori, la luce viene interpretata come la forza che ci proietta all’interno del suo spazio mentale. Il forte straniamento provocato dalla composizione di linee luminose dalle forme essenziali (quasi trasparenti) fa percepire lo spazio come indefinito: tutto si muove intorno a un difficile equilibrio di forze spaziali e sensoriali. Lo spazio viene consacrato come territorio di fruizione, accompagnando lo spettatore a vivere un’esperienza coinvolgente e immersiva con cui si deve direttamente confrontare pur conoscendone la condizione di transitorietà.

A seguire la gallery delle installazioni realizzate da Maya Zignone in collaborazione con CODE WAR.

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“ORANGE 4.16” – Maya Zignone
[CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]
[CODE WAR x Museo Villa Croce]

 La luce, intesa come energia, è elemento indispensabile a trasformare il tracciato luminoso in un moto inarrestabile e a cercare una convergenza percettiva ed esperienziale tra l’uomo e lo spazio. Le tensioni che si diramano dal centro verso l’esterno si manifestano quali vettori di forze che interagiscono con quelle esterne in una condizione di equilibrio. La linea di luce, calda e densa azzera le comuni percezioni spazio-temporali e rivela un luogo gestito dalle emozioni, in grado di produrre pensieri, energie, conflitti.


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”CODE SOUND SOURCE” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

La partecipazione del vuoto acquista profondità proprio nella misura in cui evidenzia i sussulti e le velature che compongono anche la dimensione sonora e ritmica degli altoparlanti che interagiscono con l’installazione luminosa e conferiscono all’opera il senso di un dialogo, una sorta di valorizzazione del suono, a conferma che dal suono, dal colore e dall’energia si può ricominciare.

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“ALONE 1.2.3.” – Maya Zignone [CODE WAR Project @Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]

“Come ci comportiamo di fronte ad un ostacolo? Che rischi siamo disposti a correre per vincere le nostre paure, per sentirci accettati, per raggiungere uno stato di (artificiale) serenità? Quanto ci condizionano le miriadi di grafici che pretendono di tradurre in un rigoroso sistema cartesiano il nostro complesso modo di essere e di porci nei confronti del mondo, trasformando l’individuo, a dispetto della sua preziosa unicità, in una percentuale? […] le fotografie sono attraversate da neon colorati che imitano il tracciato di invasivi diagrammi per ricordarci che facciamo parte di un sistema sociale che non nutre alcun interesse per le persone in quanto tali, con i loro pensieri e le loro storie, ma solo in quanto potenziali elettori, consumatori o altro, e che cerca di capire come interpretarne e indirizzarne il comportamento..”

Paola Valenti


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”B.G.1.2” – Maya Zignone [CDWR x Evocation Berlin x WTL @Ex Ospedale Psichiatrico]

Il quadrato come entità puramente astratta

La stabilità che si crea al suo interno rende ancora più forte e fondamentale la ricerca di equilibri e connessioni tra le energie che si irradiano dagli angoli, definendo tensioni spaziali pluridimensionali attraverso lo sdoppiamento della forma.

Il moto, dovuto dalla disposizione aerea dei due quadrati che si compenetrano, rende partecipi dello scambio, dell’agire e del fluire incessante da una dimensione all’altra.

  Il blu, colore che ha subito un’evoluzione 

E’ il colore che dalla totale impopolarità avuta in tempi antichi ha assunto nei secoli molteplici significati. E’ oggi il colore preferito dall’intera civiltà occidentale e come tutti i colori, dei quali non possiamo farne a meno, possiede significati nascosti che influenzano il nostro linguaggio, il nostro comportamento ed il nostro immaginario.

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”BL.1.2 – GR.1” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Il blu e il verde sono protagonisti assoluti, disegnando nuovi spazi e giocando su una dialettica di contrasti cromatici e di intensità luminose. Una teoria di linee di luce, che riconciliano tempi ed energie, creano campi magnetici che lo spettatore può visitare lasciandosi permeare dalla radiazione luminosa e appropriarsi dello spazio. Il pulsare della luce colorata rende il segno un’onda continua, che si frange sulle pareti e riflette nuove sensazioni.

Il colore diventa un’energia tangibile, si proietta all’interno dello spazio mentale e suggerisce altri codici percettivi ed emozionali, avviando una condizione di transitorietà in continua progressione e ridefinizione.

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”LIFE BALANCE– Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Con quale peso ci rapportiamo durante la nostra vita?

Prevale la sensazione che siano ‘altri’ a gestire per noi la scelta determinando a quali ambiti della nostra esistenza dovremo dedicare più energie. Tutto ruota intorno alla distribuzione di pesi che va alla radice dei meccanismi sociali e dei valori delle persone, alle fasi di vita e all’investimento che ogni individuo ha potuto o dovuto assegnare a famiglia, affetti, lavoro, salute o carriera, ambizioni, successo, apparenza.


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“WHERE ARE YOU” – Maya Zignone, video-installazione
[CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Dove sei? è abitabile la calma olimpica delle linee e delle superfici? Inizia così questo racconto visionario di un viaggio che, in realtà, ha legami alterni, ondivaghi e contraddittori con la dimensione quotidiana ed il presente. La meta proposta dalla narrazione è decisamente più ambiziosa: partire dallo sbando in cui sembra versare l’odierna umanità per risalire, in un percorso a ritroso, sino all’origine di questo squilibrio, al primo passo falso che ha condotto la civiltà ad un vivere permeato di nevrosi e di alienazione da sé.
La scena si muove sullo sfondo di una città caotica come tante, alle prese con vite e situazioni affatto differenti e sembra dirci che il varco esiste, può essere semplicemente la tenerezza di due adolescenti, quanto basta per sfumare dolcemente alla dimensione colorata e onirica che forse sola può salvarci, che non si lascia semplicemente sfiorare dagli eventi ma li assorbe, li vive con totale pienezza integrandoli nella sua vita, addirittura modellando la sua esistenza attorno a ciò che il destino sembra riservargli un giorno dopo l’altro.
L’alternarsi tra ‘realtà’ e ‘fantasia’ – nella precarietà dei confini – è reso dall’alterno susseguirsi del colore col bianco e nero che scandisce quasi ritmicamente il racconto. Ed è così che lo spettatore-lettore si trova attanagliato dall’atavico dubbio: sogno o realtà? Dove sei? Dove sono?

Giovanni Mantè
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“R.B.1” – Maya Zignone [CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]


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“B.U.” – Maya Zignone [Andrea Ciani Arte Contemporanea-Palazzi dei Rolli-Genova]

Presentata il 16/11/2017 all’Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto


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BL1.1 – Maya Zignone [CODE WAR x Museo Villa Croce]


Collaborations:

27/09/2018 – CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
07/06/2018 – CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
19/04/2018 – 06/05/2018 CODE WAR meets CODE WAR, Sala Dogana (Palazzo Ducale)
08/03/2018 – CDWR x Evocation Berlin x WTL, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
16/11/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
20/09/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
29/06/2017 – 09/07/2017 CODE WAR x Museo Villa Croce, esposizione temporanea

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CODE WAR x WALK THE LINE

[IT]

CODE WAR ha avviato nella struttura dell’ex manicomio di Quarto una collaborazione con il progetto WALK THE LINE. Condividendo lo spirito di riconversione e valorizzazione degli spazi urbani, vengono organizzati interventi murari di street art. Ad oggi sono state realizzate otto opere permanenti sui muri del porticato interno.

Gli artisti coinvolti: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE è un percorso di street art che si pone l’obiettivo di offrire alla città una nuova immagine di se ed una passeggiata urbana lungo la strada più discussa della città: via Aldo Moro, meglio conosciuta come la Sopraelevata, i cui piloni si trasformeranno in una galleria a cielo aperto lunga più di 3 chilometri.
A partire dall’estate duemilasedici, 100 artisti saranno coinvolti nella reinterpretazione di 100 piloni della Sopraelevata.

Per saperne di più sul progetto WALK THE LINE clicca qui


[EN]

CODE WAR started a collaboration with WALK THE LINE inside Quarto’s former psychiatric hospital. Sharing the spirit of reconversion and development of urban spaces, we produce vertical artistic interventions. Since now we realised seven permanent works  on the walls of the internal portico.

Artists involved: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE is a street art walk that aims to offer a new perspective and a urban journey alongside the most discussed street of the city:  Via Aldo Moro, better know as Sopraelevata. Its pylons will be transformed in an open-air gallery longer than 3 km.
Since summer 2016, 100 artists will be involved in reinterpreting 100 pylons of Sopraelevata.

For more about WALK THE LINE project click here


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COLLETTIVO FX : “La Madonna dell’Adesso”, 16/11/2017


 

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Giorgio Bartocci, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Geometric Bang, 07/06/2018, CODE WAR PROJECT†


 

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Sebastiano Toncini, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Sebastiano Toncini , 16/11/2017


 

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Giulio Vesprini x COTONFIOC FESTIVAL

who we are

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Who, like CODE WAR creators, came to the world during the 90s, is part of the first generation that was born and grew up in an interconnected society, breastmilk-fed by the compulsory use social media, blogs, online information, video games and computer multimedia. Counter to the ‘Old Media’ age, in which TV, radio, movies, and newspapers were the main channel for information disclosure, the last two decades of technological growth opened the doors to a massive use of global communication, allowing individuals to have an independent spot in the field of virtual sharing.

We’ve been continuously exposed to media’s and commercials’ power, bombed by electronic sounds and digital information. Our artificial-virtual life experience makes us watching at the past in a nostalgic way, and we consider Old Media as cybernetic-violent parents that forged our minds and creativity. They created a strong contradiction and a fight between the fears they foment in our minds and the desperate need we have of them.  The clash between these two intellectual factions creates a controversial and fascinating scenario to explore, rich in subtle yet beautiful grace notes. CODE WAR is at its epicenter, reflecting the invisible into something audible, tangible and visual.

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CODE WAR was born from a shared necessity. We are an art collective that offers performances with deep rethoric and a critical approach regarding our life in new media era. We sustain talents in growth that want to devote part of their life in expressing our culture through art.

Our is a difficult territory. The lack of cultural incitement and the consequent deficiency of cultural initiatives dedicated to young people reflect the main problem in which we run into. We want to fight this lack using means like art and sociality. We undertake to fill up little by little the void that has been created in our life and restart: restarting from us, from our culture, from our way to live and investigate our life. Restart from art for healing the social unsuitability, for giving value to a city that just needs to be lived.

We want to invest our time in getting the citizens closer to their city, through art and public meeting in those spaces that have always been seen but have never been observed, for filling up the gap between us and the urban reality: reinterpreting forgotten situations and portions of the territory that are in precarious and difficult conditions for creating aggregation and value, a pure, social and concrete value.

Organizing events linked to the blend of arts is our pretext for creating moments of interaction and sociality. CODE WAR wants to create the suitable atmosphere for enjoying art in its different forms. The citizen joins a dimension of in which spaces, lights, installations and sounds encourage the interaction between participants: participation and discussion of ideas shall play a fundamental role, representing the core of the development of our cultural reality.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve racconto di un viaggio tra le promesse fantasma.

Scritto da Andrea Bàssoli
Progetto fotografico di Francesco Bartoli Avveduti

scanGenova032-4.jpg Genova Quarto, Ex Ospedale Psichiatrico.

Mi sono sempre chiesto a cosa portassero le rivoluzioni, in ogni ambito: industria, tecnologia, società. I più conservatori sono noiosamente pessimisti, mentre gli innovatori eccessivamente ottimisti. La realtà, come spesso accade, è bivalente, e non accontenta nessuna delle due categorie.

Dove è quindi il problema? Nonostante l’istituzione “manicomio” sia stata cancellata con una legge, lo smaltimento delle strutture non è altrettanto semplice e, stando a quanto visto negli ultimi 25 anni, nemmeno il loro reimpiego.

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Più il tempo passa, più il suo riassesto si fa miraggio: l’incuria cresce, le spese di manutenzione salgono e l’appetibilità della struttura si perde tra rovi e siringhe. Il complesso ospedaliero è immenso, andarci per crederci, ma mai grande quanto la rabbia che provo ogni volta che ne varco la soglia, ogni volta che penso a quale immenso bene per la collettività sia oggetto del dire e non del fare, e noi a Genova conosciamo bene il mare che separa questi due verbi.

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Tutto ciò, a me come ad ogni cittadino comune, provoca rabbia e rassegnazione. Esclusi da qualsiasi decisione politica, ci alieniamo rispetto ad un territorio che ci appartiene e che vogliamo vivere quotidianamente. Ma non tutto è perduto.

Ci sono giovani segnali di rinascita all’interno della struttura, che non guardano in faccia all’elefante burocratico, ma colgono dritto nel segno: per far rivivere l’Ospedale, bisogna vivere l’Ospedale. Così, grazie alla collaborazione del Coordinamento di Quarto, vengono organizzate mostre d’arte, eventi musicali, intermezzi teatrali, con il solo scopo di portare gente all’interno delle mura, di reintrodurre la vita all’interno della moria amministrativa che attanaglia l’ex Manicomio.

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Fino ad oggi, noi di Code War abbiamo sguazzato in questo Mar Morto. Lo abbiamo esplorato, fotografato, reinventato; lo abbiamo impiegato come luogo di incontro, come luogo d’esposizione, come occasione per celebrare la nostra cultura e riportare attenzione ad un argomento a noi caro e spesso dimenticato: l’abbandono edilizio, concentrandoci sul danno che questo ha sulla società, privata sempre più di spazi urbani pubblici.

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Il degrado suscita sublimazione, in quanto opera del tempo e della natura su qualcosa di umanamente costruito: ci ricorda la nostra imperfezione, la nostra ristrettezza in quanto esseri umani, la perpetua necessità di lavoro per lottare contro forze più grandi di noi. Il degrado non è solo siringhe e rovi, ma anche nuovi murales e paesaggi. La differenza tra la prima visione e la seconda sta nel concetto di sicurezza del visitatore, unica discriminante incontrovertibile. Vogliamo esaltare street art e urbanità in un ambiente che protegge l’individuo, che lo coinvolge, che lo stupisce.

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Venite a vivere l’Ospedale in tutte le sue manifestazioni, proponete a chi di dovere progetti di interesse pubblico, promuovete anche voi cultura e socialità al suo interno, mettete per iscritto i vostri progetti e, come dice Gaber, quando riuscirete a mangiare un’idea, avrete fatto la vostra piccola rivoluzione.

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Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto (Genova)

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[IT]

 

L’ex ospedale psichiatrico di Quarto porta con sé un’importante eredità storica. È un luogo dalle molteplici prospettive, capace di stimolare l’immaginario collettivo nel cercare nuovi significati per una struttura così affascinante e ricca di umanità.

“Aprire l’Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato”
Franco Basaglia, 1979

La legge 180 (meglio nota come “la legge Basaglia”) ha messo fine ai manicomi, aprendo le loro porte alla realtà cittadina. In essi va lasciato affluire il corso di idee e innovazione sociale che può prendere piede solo attraverso la comprensione dell’altro, con l’accoglienza mentale e fisica. Introdurre l’attività artistica in questo contesto assume quindi un significato profondo, in un luogo da sempre dedicato alle fasce più deboli, a chi lotta quotidianamente con varie forme di disagio, sia psicologico che sociale, che mantiene le funzioni terapeutiche, affiancate ed integrate da una terapia di rigenerazione urbana e di rinnovamento culturale. Accostare servizi sanitari e territoriali ad arte e spettacoli offre alla città molteplici benefici, fornendo stimoli culturali alla città e donando a chi abita questi luoghi possibilità di integrazione e di scambio. Da quello che apparentemente può sembrare un contrasto nasce un modo nuovo di fare cultura.

 Vogliamo essere la sintesi di questo particolare momento storico e dei valori ereditati dalle generazioni prima di noi. L’idea fondamentale della Legge 180 era quella di chiudere i manicomi, aprendoli alla realtà esterna. Basaglia immaginava un luogo dove i malati potessero instaurare rapporti umani con il personale e la società, dove le diversità diventassero un valore e non un limite, dove la comunicazione potesse essere libera dalle sbarre fisiche e mentali, dove la vita venisse affrontata accettandone le contraddizioni, dove il confine tra “il sano” ed “il malato” fosse superato da una concezione più estesa dell’essere umano.

A distanza di quarant’anni, finalmente si apre un nuovo scenario: un esperimento che coniuga diversi linguaggi e realtà.

Esprimiamo l’identità di un luogo che vuole essere la guida per la rinascita culturale e sociale di questa città, un luogo che può soddisfare i bisogni della cittadinanza e delle generazioni future. Ci prepariamo al confronto, promuovendo la crescita intellettuale e spirituale ed incoraggiando la prospettiva di una società in salute, basata sulla condivisione e la partecipazione.

 

CODE WAR ha iniziato a giugno 2017 a collaborare con il Coordinamento per Quarto, instaurando così un rapporto in favore del supporto e della cura dell’Ex Ospedale Psichiatrico, per consolidare un sistema di fruizione dell’arte multimediale dedicato ai giovani, fornendo manifestazioni culturali in spazi dimenticati della città.

In seguito all’Accordo di Programma stipulato il 29 Novembre 2013, diversi soggetti e associazioni si sono impegnate a contribuire a un processo di rigenerazione urbana, dando così il via a una rete di attività socio-culturali all’interno dell’ex ospedale.

Qui inizia la collaborazione con il progetto WALK THE LINE, che ha portato alla realizzazione di diverse opere murarie all’interno della struttura.

Il nostro obiettivo è donare momenti di partecipazione e contatto con le persone e gli utenti dell’Ex Ospedale Psichiatrico, e allo stesso tempo rendere possibile la fruizione dell’arte contemporanea in un luogo incredibile e denso di storia come l’ex manicomio.

 


 

[EN]

The former psychiatric hospital of Quarto carries an important historical heritage. It’s a place that brings multiple perspectives, able to stimulate the collective imagination in searching new meanings for a structure so fascinating and rich of humanity.

“Open the Institution is not opening a door, but our head in front of “this” patient”
Franco Basaglia, 1979

The law 180 (better known as “legge Basaglia”) has put an end to the madhouses, opening their doors to the city. In those places it should stream the flux of ideas and social innovation that can catch on only through understanding the others, with mental and physical hosting. Introducing artistic activities in this context assume a deep meaning, in a place always dedicated to the weakest social groups, to who fights every day with multiple forms of hardship, both social and psychological, that maintain its therapeutic functions, associated and integrated by a therapy of urban regeneration and cultural renovation. To complement sanitary and territorial services to art and entertainment offer multiple benefits to the city, offering cultural inputs and gifting the possibility of social exchange and integration to who live in this place. From what could appear as a contrast, has born a new way of developing culture.

We want to be the synthesis of this particular historical moment and of the values that we inherited from the generations before our. The fundamental idea of the law 180 was to shut down the madhouses, opening them to the extern reality. Basaglia imagined a world where the patients could build human relationships with the personnel and the society, where the diversity should become a value and not a limit, where communication should be free from physical and mental cages, where life could be faced accepting the contradictions, where the edge between “sane” and “insane” would be exceeded from an extended concept of human being.

After forty years, a new scenario is finally open: an experiment that conjugate different languages and realities.

We express the identity of a place that wants to be the guide for the cultural and social rebirth of this city, a place that can fulfil the needs of the citizenship and of the future generations. We prepare ourselves for confrontation, promoting the intellectual and spiritual growth and encouraging the perspective of a healthy society, based on sharing and participation.

 

CODE WAR has started in June, 2017 to collaborate with Coordinamento per Quarto, establishing a relationship of support of the former psychiatric hospital, aiming to consolidate a system of multi-medial art’s fruition dedicated to young people, providing cultural events in abandoned and forgotten places of the city.

After the Accordo di Programma stipulated in November, 2013, different entities and associations engaged in helping to contribute in a process of urban regeneration, creating a web of social – cultural activities inside the former hospital.

Here starts the collaboration with the project WALK THE LINE, that brought to the realisation of different vertical works of art inside the structure.

Our aim is to offer moments of participation and contact with people and users of the former psychiatric hospital, and at the same time make the fruition of contemporary art possible in a stunning and dense of history place like the ex madhouse.

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