Workshop #1 – Field Recording

Sabato 6 e Domenica 7 Aprile 2019

Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova
Via Giovanni Maggio 4, 16147

Coordinatore: Rinaldo Marti

CODE WAR presenta il primo workshop dedicato all’ex ospedale psichiatrico e al suo paesaggio sonoro, un laboratorio su ecologia, cattura e riproduzione elaborata.

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Si forniscono gli strumenti di base per l’auscultazione, la cattura e la riproduzione elaborata di elementi caratterizzanti il paesaggio sonoro in genere, prendendo a modello quello interno ed esterno l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, Genova.

Sono previste una breve performance alla fine del workshop e un’installazione sonora prodotta con i materiali raccolti, che verrà esposta durante il prossimo CODE WAR.

Il programma si articolerà in 4 principali attività:

– introduzione generale (teoria con ascolti)
– auscultazione e cattura (pratica)
– elaborazione al PC per la selezione e l’ottimizzazione del materiale acquisito (laboratorio)
– breve performance finale (pratica).

 

• DESTINATARI •
Musicisti, art performer, studenti di istituti musicali e artistici, musicisti elettronici e interessati alla realtà aumentata dell’ascolto immersivo.

• PROGRAMMA •
GIORNO 1Sabato 6 Aprile 2019 [15:00-18:30]
Principi di Acustica e Psicoacustica; il suono digitalizzato e le sue proprietà; field recording e soundscapes con esempi; elementi di ecologia e le tipologie di suono secondo R. Murray Schafer; il potenziale espressivo del suono in relazione a strutture musicali, tra natura gestuale e tessiturale, tra origine naturale e artificiale; tipologie di microfoni e tecnologie impiegate (registratori, PC, smartphones, ecc…); prove di ascolto con i differenti microfoni messi a disposizione e assegnazione dei dispositivi per le prime vere e proprie catture.

GIORNO 2Domenica 7 Aprile 2019 [15:00-18:30]
Parziale ripresa di alcuni elementi teorici; catture negli ambienti interni ed esterni il complesso; ascolto ed analisi guidata degli eventi catturati per il loro possibile utilizzo a fini espressivi; esempi di ottimizzazione degli stessi attraverso tecniche di editing audio più frequenti; breve performance di chiusura.

• STRUMENTI RICHIESTI •
PC, cuffie, eventuali recorder personali.

• STRUMENTI MESSI A DISPOSIZIONE •
Microfoni Rode NTG3 (mono), Telinga DAT (stereo), Line Audio QM12i (surround); n° 2 registratori digitali multitraccia: Zoom H4n e Tascam dr-680 mk II; n° 2 paia di cuffie Sennheiser HD 280.

Per la proiezione in performance:

Set di diffusione multicanale costituito da diffusori, mixer, convertitore AD/DA, computer; n°2 tablet quali superfici di controllo OSC via wifi, tastiera midi, microfoni e altro. Software impiegati: Max/MSP, Lemur, altri. Per l’evento sono compresi gli smartphones di alcuni partecipanti con applicazioni di controllo open source che verranno indicate e fatte installare sugli stessi nel corso del WS.

• DOCENTE •
Genovese del ’59, Rinaldo Marti è diplomato in Contrabbasso e Musica Elettronica. Affascinato dai corti sperimentali dell’epoca del muto, ne realizza il sonoro con musiche elettroacustiche che vengono selezionate e proiettate in edizioni passate del 4FilmFestival di Bolzano, sezione “Rimusicazioni”: “Musica per LE RETOUR A’ LA RAISON” di Man Ray nel 2006, pubblicato in Germania su DVD (Staub und Kratzer, Local shop, 2008).

Vince il Premio Harlock a due edizioni di Rimusicazioni: nel 2010 con “Musica per COMBAT DE BOXE” del regista C. Dekeukeleire e nel 2012 con “Musica per VISIONS DE LOURDES” dello stesso regista, pubblicato su DVD (produzione Harlock/Cineforum Bolzano, 2014).

E’ in finale al “Premio delle Arti 2011”, sezione Musica Elettronica. E’ ideatore, co-fondatore e fonico del Quintetto EthnoGenova, una formazione di canto popolare genovese di Trallalero, di cui cura l’amplificazione in surround. E’ accanito field-recordist e ama l’ascolto immersivo come attività spirituale. Promuove l’uso delle tecnologie elettroniche nella didattica della Musica al fine di stimolare la creatività nei discenti nativi digitali, anche in collaborazione con enti della città in cui lavora (Teatro Altrove, Museo d’Arte contemporanea Villa Croce, Centro Civico Buranello).

• ISCRIZIONI E COSTI •
Il costo del workshop è una donazione forfettaria di 25 euro a persona, comprensivo di entrambe le giornate del laboratorio.

È anche possibile partecipare come uditore con una donazione di 10 euro. Il numero di posti è limitato. Per le iscrizioni contattare la mail codewarproject@gmail.com.

 

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UNIGE – DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
CIVILE, CHIMICA E AMBIENTALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

UNIGE – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E DESIGN
COLUMBIA UNIVERSITY, NEW YORK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ARCHITECTURAL ASSOCIATION, LONDON

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Progetti esposti in occasione di CODE WAR Project [27/09/2018]
@ Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova.
Raccolta ed esposizione a cura di Marco Grattarola.

CODE WAR Podcast Series

Lo showcase dedicato ai protagonisti del progetto CODE WAR.
In diretta sulla nostra pagina Facebook!
JOIN THE CODE WAR.


EPISODE #4 – Franzoh (recorded at Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova)


EPISODE #3 – Franco (recorded at Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, Genova)


EPISODE #2 – DJ Autogrill (recorded at Palazzo Giustiniani, Genova)


EPISODE #1 – Deniz Arslan [Small Talk] (recorded at Palazzo Giustiniani, Genova)

CODE WAR presents VISIONS: ARCHITETTURA ATTIVA

Questo progetto nasce dalla volontà di raccontare l’identità di un luogo.

L’incontro, in data 27.09.2018, ha la finalità di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul problema mai risolto della riqualificazione degli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto e proporre ipotesi di lavoro esposte secondo i punti di vista dei vari relatori.

È necessario creare occasioni di riflessione e ricerca sulle sorti dell’ex ospedale.
L’incontro punta a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sulle opportunità urbane del complesso. Vengono esposte ipotesi progettuali e proposte visioni concrete. I relatori esprimono il loro punto di vista ed il luogo offre la possibilità di essere esplorato, sia fisicamente che concettualmente.1.jpg

Viene esposta una selezione di elaborati progettuali sulla rigenerazione del complesso ottocentesco che hanno visto protagonisti – oltre agli studenti Dipartimento Architettura e Design e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Ateneo genovese – studenti di importanti realtà estere: l’Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York.

Affrontiamo  i principali aspetti connessi alla rigenerazione del complesso dell’ ex O.P. di Quarto, dall’importanza che l’area dell’ex O.P. riveste come polarità urbana nell’ambito del Levante, al riconoscimento e alla valorizzazione della qualità storico, monumentale, paesaggistica e sociale.

Partecipanti: Paolo Brescia, Luca Dolmetta, Adriano Magliocco, Enrico Pinna, Lucio Ruocco, Valter Scelsi. Moderatore: Marco Grattarola

 

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L’Ordine degli Architetti ha inserito l’evento nel calendario delle attività utili per l’ottenimento di crediti formativi.

Maya Zignone x CODE WAR

Artista genovese impegnata dal 2002 in un’attività di studio e di ricerca sulla luce, l’energia e lo spazio. Collabora al progetto CODE WAR da giugno 2017 mettendo a disposizione la propria sensibilità e i suoi lavori. La sua dedizione e premurosità ci portano a riflettere sul valore dei momenti di interazione che si creano attorno alle sue installazioni: dalla volontà di indagare lo spazio attraverso la luce emergono numerosissime sfaccettature e sfumature uniche che ognuno attira a se e rende parte della propria ricerca interiore.

Nei suoi lavori, la luce viene interpretata come la forza che ci proietta all’interno del suo spazio mentale. Il forte straniamento provocato dalla composizione di linee luminose dalle forme essenziali (quasi trasparenti) fa percepire lo spazio come indefinito: tutto si muove intorno a un difficile equilibrio di forze spaziali e sensoriali. Lo spazio viene consacrato come territorio di fruizione, accompagnando lo spettatore a vivere un’esperienza coinvolgente e immersiva con cui si deve direttamente confrontare pur conoscendone la condizione di transitorietà.

A seguire la gallery delle installazioni realizzate da Maya Zignone in collaborazione con CODE WAR.

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“ORANGE 4.16” – Maya Zignone
[CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]
[CODE WAR x Museo Villa Croce]

 La luce, intesa come energia, è elemento indispensabile a trasformare il tracciato luminoso in un moto inarrestabile e a cercare una convergenza percettiva ed esperienziale tra l’uomo e lo spazio. Le tensioni che si diramano dal centro verso l’esterno si manifestano quali vettori di forze che interagiscono con quelle esterne in una condizione di equilibrio. La linea di luce, calda e densa azzera le comuni percezioni spazio-temporali e rivela un luogo gestito dalle emozioni, in grado di produrre pensieri, energie, conflitti.


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”CODE SOUND SOURCE” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

La partecipazione del vuoto acquista profondità proprio nella misura in cui evidenzia i sussulti e le velature che compongono anche la dimensione sonora e ritmica degli altoparlanti che interagiscono con l’installazione luminosa e conferiscono all’opera il senso di un dialogo, una sorta di valorizzazione del suono, a conferma che dal suono, dal colore e dall’energia si può ricominciare.

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“ALONE 1.2.3.” – Maya Zignone [CODE WAR Project @Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]

“Come ci comportiamo di fronte ad un ostacolo? Che rischi siamo disposti a correre per vincere le nostre paure, per sentirci accettati, per raggiungere uno stato di (artificiale) serenità? Quanto ci condizionano le miriadi di grafici che pretendono di tradurre in un rigoroso sistema cartesiano il nostro complesso modo di essere e di porci nei confronti del mondo, trasformando l’individuo, a dispetto della sua preziosa unicità, in una percentuale? […] le fotografie sono attraversate da neon colorati che imitano il tracciato di invasivi diagrammi per ricordarci che facciamo parte di un sistema sociale che non nutre alcun interesse per le persone in quanto tali, con i loro pensieri e le loro storie, ma solo in quanto potenziali elettori, consumatori o altro, e che cerca di capire come interpretarne e indirizzarne il comportamento..”

Paola Valenti


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”B.G.1.2” – Maya Zignone [CDWR x Evocation Berlin x WTL @Ex Ospedale Psichiatrico]

Il quadrato come entità puramente astratta

La stabilità che si crea al suo interno rende ancora più forte e fondamentale la ricerca di equilibri e connessioni tra le energie che si irradiano dagli angoli, definendo tensioni spaziali pluridimensionali attraverso lo sdoppiamento della forma.

Il moto, dovuto dalla disposizione aerea dei due quadrati che si compenetrano, rende partecipi dello scambio, dell’agire e del fluire incessante da una dimensione all’altra.

  Il blu, colore che ha subito un’evoluzione 

E’ il colore che dalla totale impopolarità avuta in tempi antichi ha assunto nei secoli molteplici significati. E’ oggi il colore preferito dall’intera civiltà occidentale e come tutti i colori, dei quali non possiamo farne a meno, possiede significati nascosti che influenzano il nostro linguaggio, il nostro comportamento ed il nostro immaginario.

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”BL.1.2 – GR.1” – Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Il blu e il verde sono protagonisti assoluti, disegnando nuovi spazi e giocando su una dialettica di contrasti cromatici e di intensità luminose. Una teoria di linee di luce, che riconciliano tempi ed energie, creano campi magnetici che lo spettatore può visitare lasciandosi permeare dalla radiazione luminosa e appropriarsi dello spazio. Il pulsare della luce colorata rende il segno un’onda continua, che si frange sulle pareti e riflette nuove sensazioni.

Il colore diventa un’energia tangibile, si proietta all’interno dello spazio mentale e suggerisce altri codici percettivi ed emozionali, avviando una condizione di transitorietà in continua progressione e ridefinizione.

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”LIFE BALANCE– Maya Zignone [CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Con quale peso ci rapportiamo durante la nostra vita?

Prevale la sensazione che siano ‘altri’ a gestire per noi la scelta determinando a quali ambiti della nostra esistenza dovremo dedicare più energie. Tutto ruota intorno alla distribuzione di pesi che va alla radice dei meccanismi sociali e dei valori delle persone, alle fasi di vita e all’investimento che ogni individuo ha potuto o dovuto assegnare a famiglia, affetti, lavoro, salute o carriera, ambizioni, successo, apparenza.


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“WHERE ARE YOU” – Maya Zignone, video-installazione
[CODE WAR meets CODE WAR @Sala Dogana]

Dove sei? è abitabile la calma olimpica delle linee e delle superfici? Inizia così questo racconto visionario di un viaggio che, in realtà, ha legami alterni, ondivaghi e contraddittori con la dimensione quotidiana ed il presente. La meta proposta dalla narrazione è decisamente più ambiziosa: partire dallo sbando in cui sembra versare l’odierna umanità per risalire, in un percorso a ritroso, sino all’origine di questo squilibrio, al primo passo falso che ha condotto la civiltà ad un vivere permeato di nevrosi e di alienazione da sé.
La scena si muove sullo sfondo di una città caotica come tante, alle prese con vite e situazioni affatto differenti e sembra dirci che il varco esiste, può essere semplicemente la tenerezza di due adolescenti, quanto basta per sfumare dolcemente alla dimensione colorata e onirica che forse sola può salvarci, che non si lascia semplicemente sfiorare dagli eventi ma li assorbe, li vive con totale pienezza integrandoli nella sua vita, addirittura modellando la sua esistenza attorno a ciò che il destino sembra riservargli un giorno dopo l’altro.
L’alternarsi tra ‘realtà’ e ‘fantasia’ – nella precarietà dei confini – è reso dall’alterno susseguirsi del colore col bianco e nero che scandisce quasi ritmicamente il racconto. Ed è così che lo spettatore-lettore si trova attanagliato dall’atavico dubbio: sogno o realtà? Dove sei? Dove sono?

Giovanni Mantè
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“R.B.1” – Maya Zignone [CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto]


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“B.U.” – Maya Zignone [Andrea Ciani Arte Contemporanea-Palazzi dei Rolli-Genova]

Presentata il 16/11/2017 all’Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto


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BL1.1 – Maya Zignone [CODE WAR x Museo Villa Croce]


Collaborations:

27/09/2018 – CODE WAR Project, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
07/06/2018 – CODE WAR Project†, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
19/04/2018 – 06/05/2018 CODE WAR meets CODE WAR, Sala Dogana (Palazzo Ducale)
08/03/2018 – CDWR x Evocation Berlin x WTL, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
16/11/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
20/09/2017 – CODE WAR meets WALK THE LINE, Ex Ospedale Psichiatrico, Quarto
29/06/2017 – 09/07/2017 CODE WAR x Museo Villa Croce, esposizione temporanea

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CODE WAR x WALK THE LINE

[IT]

CODE WAR ha avviato nella struttura dell’ex manicomio di Quarto una collaborazione con il progetto WALK THE LINE. Condividendo lo spirito di riconversione e valorizzazione degli spazi urbani, vengono organizzati interventi murari di street art. Ad oggi sono state realizzate otto opere permanenti sui muri del porticato interno.

Gli artisti coinvolti: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE è un percorso di street art che si pone l’obiettivo di offrire alla città una nuova immagine di se ed una passeggiata urbana lungo la strada più discussa della città: via Aldo Moro, meglio conosciuta come la Sopraelevata, i cui piloni si trasformeranno in una galleria a cielo aperto lunga più di 3 chilometri.
A partire dall’estate duemilasedici, 100 artisti saranno coinvolti nella reinterpretazione di 100 piloni della Sopraelevata.

Per saperne di più sul progetto WALK THE LINE clicca qui


[EN]

CODE WAR started a collaboration with WALK THE LINE inside Quarto’s former psychiatric hospital. Sharing the spirit of reconversion and development of urban spaces, we produce vertical artistic interventions. Since now we realised seven permanent works  on the walls of the internal portico.

Artists involved: Collettivo FX, Giorgio Bartocci, Geometric Bang, Giulio Vesprini, DrinaA12 & Giuliogol, Morkone, Sebastiano Toncini

 

WALK THE LINE is a street art walk that aims to offer a new perspective and a urban journey alongside the most discussed street of the city:  Via Aldo Moro, better know as Sopraelevata. Its pylons will be transformed in an open-air gallery longer than 3 km.
Since summer 2016, 100 artists will be involved in reinterpreting 100 pylons of Sopraelevata.

For more about WALK THE LINE project click here


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COLLETTIVO FX : “La Madonna dell’Adesso”, 16/11/2017


 

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Giorgio Bartocci, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Geometric Bang, 07/06/2018, CODE WAR PROJECT†


 

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Sebastiano Toncini, 08/03/2018, CODE WAR x Evocation Berlin x WALK THE LINE


 

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Sebastiano Toncini , 16/11/2017


 

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Giulio Vesprini x COTONFIOC FESTIVAL

who we are

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Who, like CODE WAR creators, came to the world during the 90s, is part of the first generation that was born and grew up in an interconnected society, breastmilk-fed by the compulsory use social media, blogs, online information, video games and computer multimedia. Counter to the ‘Old Media’ age, in which TV, radio, movies, and newspapers were the main channel for information disclosure, the last two decades of technological growth opened the doors to a massive use of global communication, allowing individuals to have an independent spot in the field of virtual sharing.

We’ve been continuously exposed to media’s and commercials’ power, bombed by electronic sounds and digital information. Our artificial-virtual life experience makes us watching at the past in a nostalgic way, and we consider Old Media as cybernetic-violent parents that forged our minds and creativity. They created a strong contradiction and a fight between the fears they foment in our minds and the desperate need we have of them.  The clash between these two intellectual factions creates a controversial and fascinating scenario to explore, rich in subtle yet beautiful grace notes. CODE WAR is at its epicenter, reflecting the invisible into something audible, tangible and visual.

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CODE WAR was born from a shared necessity. We are an art collective that offers performances with deep rethoric and a critical approach regarding our life in new media era. We sustain talents in growth that want to devote part of their life in expressing our culture through art.

Our is a difficult territory. The lack of cultural incitement and the consequent deficiency of cultural initiatives dedicated to young people reflect the main problem in which we run into. We want to fight this lack using means like art and sociality. We undertake to fill up little by little the void that has been created in our life and restart: restarting from us, from our culture, from our way to live and investigate our life. Restart from art for healing the social unsuitability, for giving value to a city that just needs to be lived.

We want to invest our time in getting the citizens closer to their city, through art and public meeting in those spaces that have always been seen but have never been observed, for filling up the gap between us and the urban reality: reinterpreting forgotten situations and portions of the territory that are in precarious and difficult conditions for creating aggregation and value, a pure, social and concrete value.

Organizing events linked to the blend of arts is our pretext for creating moments of interaction and sociality. CODE WAR wants to create the suitable atmosphere for enjoying art in its different forms. The citizen joins a dimension of in which spaces, lights, installations and sounds encourage the interaction between participants: participation and discussion of ideas shall play a fundamental role, representing the core of the development of our cultural reality.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve racconto di un viaggio tra le promesse fantasma.

Scritto da Andrea Bàssoli
Progetto fotografico di Francesco Bartoli Avveduti

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Mi sono sempre chiesto a cosa portassero le rivoluzioni, in ogni ambito: industria, tecnologia, società. I più conservatori sono noiosamente pessimisti, mentre gli innovatori eccessivamente ottimisti. La realtà, come spesso accade, è bivalente, e non accontenta nessuna delle due categorie.

Dove è quindi il problema? Nonostante l’istituzione “manicomio” sia stata cancellata con una legge, lo smaltimento delle strutture non è altrettanto semplice e, stando a quanto visto negli ultimi 25 anni, nemmeno il loro reimpiego.

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Più il tempo passa, più il suo riassesto si fa miraggio: l’incuria cresce, le spese di manutenzione salgono e l’appetibilità della struttura si perde tra rovi e siringhe. Il complesso ospedaliero è immenso, andarci per crederci, ma mai grande quanto la rabbia che provo ogni volta che ne varco la soglia, ogni volta che penso a quale immenso bene per la collettività sia oggetto del dire e non del fare, e noi a Genova conosciamo bene il mare che separa questi due verbi.

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Tutto ciò, a me come ad ogni cittadino comune, provoca rabbia e rassegnazione. Esclusi da qualsiasi decisione politica, ci alieniamo rispetto ad un territorio che ci appartiene e che vogliamo vivere quotidianamente. Ma non tutto è perduto.

Ci sono giovani segnali di rinascita all’interno della struttura, che non guardano in faccia all’elefante burocratico, ma colgono dritto nel segno: per far rivivere l’Ospedale, bisogna vivere l’Ospedale. Così, grazie alla collaborazione del Coordinamento di Quarto, vengono organizzate mostre d’arte, eventi musicali, intermezzi teatrali, con il solo scopo di portare gente all’interno delle mura, di reintrodurre la vita all’interno della moria amministrativa che attanaglia l’ex Manicomio.

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Fino ad oggi, noi di Code War abbiamo sguazzato in questo Mar Morto. Lo abbiamo esplorato, fotografato, reinventato; lo abbiamo impiegato come luogo di incontro, come luogo d’esposizione, come occasione per celebrare la nostra cultura e riportare attenzione ad un argomento a noi caro e spesso dimenticato: l’abbandono edilizio, concentrandoci sul danno che questo ha sulla società, privata sempre più di spazi urbani pubblici.

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Il degrado suscita sublimazione, in quanto opera del tempo e della natura su qualcosa di umanamente costruito: ci ricorda la nostra imperfezione, la nostra ristrettezza in quanto esseri umani, la perpetua necessità di lavoro per lottare contro forze più grandi di noi. Il degrado non è solo siringhe e rovi, ma anche nuovi murales e paesaggi. La differenza tra la prima visione e la seconda sta nel concetto di sicurezza del visitatore, unica discriminante incontrovertibile. Vogliamo esaltare street art e urbanità in un ambiente che protegge l’individuo, che lo coinvolge, che lo stupisce.

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Venite a vivere l’Ospedale in tutte le sue manifestazioni, proponete a chi di dovere progetti di interesse pubblico, promuovete anche voi cultura e socialità al suo interno, mettete per iscritto i vostri progetti e, come dice Gaber, quando riuscirete a mangiare un’idea, avrete fatto la vostra piccola rivoluzione.

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